sabato, 08 marzo 2008

Sottraggo un po’ del tuo tempo prezioso per invitarti a fare qualche riflessione nella speranza che tu possa trovare di qualche interesse quanto sto per scriverti.

Come sai il 13 e il 14 di aprile circa 30 milioni di cittadini italiani saranno chiamati a votare per eleggere il nuovo Governo che avrà l’arduo compito di risollevare il nostro amato Paese dalla profonda crisi in cui sta sprofondando sempre più colpito al cuore da una politica incapace di dare risposte sicure alle molte necessità di cui la gente comune manifesta un disperato bisogno.

Io sono profondamente convinto che nei periodi di maggiore difficoltà sia necessario rivolgere il nostro sguardo a quei valori che sono stati fondanti della nostra civiltà occidentale per cercare di recuperarne il significato più autentico.

Il tema della sacralità della vita umana, dalla sua origine fino alla fine naturale, da difendere al di la di ogni ragionevole dubbio, ma anche la grande emergenza educativa che tocca molti settori della nostra società, e parte fondante del nostro programma elettorale, mi hanno convinto a dare la mia personale adesione alla Lista promossa da Giuliano Ferrara.

La scelta di partecipare alla competizione elettorale candidando alla Camera dei Deputati un manipolo di “sconosciuti” ma da anni impegnati a promuovere e sostenere attività di volontariato in difesa della vita e della dignità dell’uomo, la scelta di correre nonostante la disapprovazione della cosiddetta “casta” che non manca quotidianamente di richiamare alla necessità che il voto del 13 e 14 aprile sia “utile”, cioè non disperso nella galassia dei partiti minori, la scelta di non accettare facili apparentamenti che potrebbero garantire qualche seggio alla Camera ma anche l’obbligo di accettare il voto di scambio mettendo in discussione principi che, per noi, non sono negoziabili rappresenta il motivo per cui ciascuno di noi si è reso disponibile a mettersi in gioco.

Innanzitutto ci proponiamo la difesa della vita fin dal concepimento e con questo difendere l’uomo dalla pratica eugenetica prenatale mantenendo operante la legge 40 confermata dagli Italiani con l’astensione consapevole al Referendum di due anni fa ma rimessa in discussione da due discutibili sentenze dei Tribunali di Cagliari e Firenze, emendare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, favorire l’applicazione letterale della Legge 194, costruendo una rete di interventi per favorire la maternità, fornendo sostegno materiale alle gestanti in difficoltà, e la famiglia con opportune e mirate politiche, soprattutto fiscali, volte a garantire alla stessa maggior stabilità ed agevolazioni per un’adeguata educazione dei figli.

Incrementare gli investimenti sulla ricerca che utilizza le cellule staminali adulte, aumentare i fondi per la ricerca sulle disabilità ed istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana.

E’ un compito ambizioso ma possibile se la corrispondenza con la gente sarà tale da garantire una buona presenza in Parlamento dei nostri candidati.

Il 13 e 14 aprile quello che ti si chiede, caro amico/a, sarà un voto di coscienza, un voto di sfida ad un modo di fare politica urlata, un voto contro la sciagurata legge della contrapposizione personale in cui gli interlocutori che hanno opinioni diverse sono nemici da demonizzare, un voto di certezza, insomma, contro un modo di fare nel quale non ci riconosciamo.

Vota “utilmente” il 13 e 14 aprile dai il tuo sostegno alla Lista per la Moratoria “Aborto? No Grazie” con Giuliano Ferrara.

postato da: lorisbrunetta alle ore 14:37 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 08 marzo 2008
  1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.
  2. Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.
  3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.
  4. Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.
  5. Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.
  6. Difendere la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in recenti sentenze giudiziarie, di introdurre la pratica eugenetica della selezione per annientamento dell’embrione umano al posto della cura e della relativa diagnostica terapeutica. Introdurre nei primi cento giorni una moratoria per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sulla falsariga di quella europea abbandonata dal governo Prodi, e rafforzare la ricerca sulle staminali adulte o etiche.
  7. Fondare in ogni regione italiana una Agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo.
  8. Adottare le modalità del “Progetto Gemma” sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità e status giuridico per la prima accoglienza e educazione dei bambini, con l’erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli.
  9. Applicare la parte preventiva e di tutela della maternità della legge 194. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico, valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana.
  10. Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana.
  11. Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la vita.
  12. Le risorse per il programma elettorale sono da fissare nella misura di mezzo punto calcolato sul prodotto interno lordo e verranno rese disponibili attraverso lo stanziamento di 7 miliardi di euro attualmente giacenti presso i conti correnti dormienti in via di smobilitazione e altri cespiti di entrata.
postato da: lorisbrunetta alle ore 14:40 | Permalink | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

Napoli, bimbo ucciso perché malato. Questo fu qualche giorno fa il nostro titolo per raccontare, unici in Italia, la storia vera della morte violenta del figlio di Silvana, donna sola abbandonata dal suo maschio, accolta da un rapido certificato per aborto terapeutico causa sindrome di Klinefelter, eseguito in condizioni infernali sottoposte ad accertamento di polizia. La notizia per gli altri era l’accertamento di polizia. La sub notizia alimentata da quel mascalzone che è il giornalista collettivo, ideologo incarognito della nostra società, era l’autodeterminazione della donna violata dalla campagna terroristica di Ferrara contro l’aborto. Manifestazioni, samba femministi, tentativi di arrivare alla sede del Foglio e cha cha cha.
Poiché i fatti si accompagnano alla ragione da veri alleati, eccovi un altro titolo. Genova, bimbo ucciso per un reality. Lo racconta Repubblica, dopo il solito tentativo di attribuire chissà quali altri delitti ambientali alla nostra limpida campagna per la vita e contro l’aborto, alimentato da quel disgraziato di Bobo Craxi e dal “ministro delle Impari Opportunità di morire” Barbara Pollastrini e da altri ego collettivi molto dementi. Gente un po’ bastarda, pronta a addossare a noi la colpa di un suicidio. Tra le clienti del ginecologo suicida c’era dunque la protagonista di un reality show. Il famoso dramma dell’aborto, che perfora coscienze abissali dentro le quali maschi e femmine antiabortisti non hanno diritto di guardare, stavolta si è risolto in una richiesta di riservatezza, in un aborto clandestino che coinvolge nella catena di morte, oltre al bambino, lo stesso ginecologo. Rapidamente, spicciativamente, per cinquecento maledetti euro, si raschia via una vita umana da un utero di donna. Lo scopo è la prosecuzione di una carriera televisiva al suo sboccio in un tronfio spettacolino che vale molto di più dello spettacolino di una vita nascente. Vale, per lo meno, cinquecento euro.
Non sono indignato. Non mi permetto gli stessi sentimenti banali delle povere postfemministe anni Settanta scese in strada per gridare il falso, sciagurate, cioè che io gli abbia mai dato delle assassine. Non darei di “assassina” nemmeno all’anonima soubrette che ha difeso la privacy della sua piccola carriera espellendo il suo piccolo dal grembo suo. Ma che la voluttà di morte, moralmente indifferente, abbia preso il posto della 194 e della sua “tutela sociale della maternità”, è una di quelle verità a negare le quali si fa figura, cara Turco, caro Sofri, care amiche giornaliste e caro Piersilvio Berlusconi, di tartufi e di ipocriti. Gli assassini siamo noi, mettetevelo bene in testa.
Perché io tiri in ballo il figliolo del mio amico Cavaliere è presto detto. Aveva appena finito di confessare a Vanity Fair che il matrimonio e i figli sono cose diverse, e che l’aborto è solo una questione di coscienza, così come pensa anche l’anarca etico che corre per la presidenza del Consiglio, suo papà. Bisogna aggiungere però, in base alle cronache in arrivo da Genova, riportate su Repubblica: un figlio dipende dalla volubilità di un fidanzamento, una relazione tra generazione di bambini e avventure dell’amore in fondo c’è, caro Piersilvio. Un’altra cliente del ginecologo suicida, anche lei giustamente protetta dall’anonimato, e che Dio lo conservi a tutte queste disgraziate, ha detto al cronista che con il fidanzato aveva rotto, e dunque ha “deciso” di non volere più il bambino.
Deciso? Ma non avevamo detto che si abortisce per tutelare la salute fisica e psichica della gestante, quando non il pericolo per la sua vita? Avevamo messo nel conto che si abortisce ovvero sopprime una vita per la rottura di un fidanzamento in seguito a decisione ordinaria, fuori da qualunque drammatico dilemma? Per “decisione”? Perché, come ha detto la ragazza, “non sapevo di fare qualcosa di male, l’aborto in Italia è legale”. Capito? Trent’anni dopo la depenalizzazione, ecco spiegato dalla cronaca ciò che diciamo noi della lista: legale vuol dire legittimo, normale, vuol dire che faccio un aborto come mi pare, quando mi pare, per il motivo che mi pare. Non è questa la sanzione di una indifferenza di cui donne e bambini sono vittime, con la complicità aperta e comoda di noi maschi legislatori, scrittori, polemisti, intellettuali e ministri da quattro soldi?
Mi direte: ma questo in realtà è illegale, questo non è previsto dalla 194. Vi dirò: lo so bene, e infatti ripeto in ogni piazza o teatro che la 194 è stata tradita, che non di quello si deve parlare. Infatti la 194 fa la sua figura in questa storia. 51 euro di multa e patteggiamenti vari per le uccisioni seriali decise per questo o quel motivo, anche parecchio futile. La 194 è uno strumento per contrastare l’aborto clandestino, per come fu concepito. Per come è stato gestito dalle culture di sinistra e di destra, e dai silenzi corrivi di tanti anche nel mondo cattolico (vero Bindi?, vero Franceschini?) la 194 è diventata lo schermo dietro cui si realizza anche in sua serena violazione, pubblico o clandestino, un aborto fai da te, un aborto facile che l’imminente arrivo del veleno Ru486 renderà più semplice, soffice, eutanasico. Più morte per tutti. Questo è il vero slogan della campagna elettorale unipartisan in corso.
Ma io non mi indigno. Aspetto che lo facciano le buone coscienze che si sono rallegrate per la moratoria Onu sulla pena di morte. Sta a loro coltivare il tesoro dell’indignazione morale. Hanno la stoffa per indignarsi.

Ps Io sono laico e ratzingeriano. Credo nel buonumore. Detesto la tristizia dei secolaristi mortiferi. So che “Knocked up” (titolo italiano “Molto incinta”) è un film in cui una ragazza, davanti all’alternativa tra un contratto televisivo e una gravidanza che comporta un incompatibile ingrassamento, sceglie a sorpresa di ingrassare e di fare il suo bambino. Dunque, anziché indignarmi, consiglio alle anime belle come la Aspesi e compagnia questo: cercate di assomigliare alle migliori sceneggiature di Hollywood, da Knocked up a Juno, perché il vostro reality abortivo fa un po’ schifo. Il buonumore è di ritorno, prossimamente su questi schermi.
postato da: lorisbrunetta alle ore 17:28 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 14 marzo 2008
Piemonte 1
  • 1     De Lorenzo Natale
  • 2     Bonzi Paola
  • 3     Schoepflin Lorenzo
  • 4     Tarzia Olimpia
  • 5     Ciangherotti Eraldo
  • 6     Malfatti Miriam
  • 7     Cianfrocca Raffaella
  • 8     Agnoli Francesco
  • 9     Occhini Ilaria
  • 10   Gibertini Giorgio
  • 11   Perini Marco
Piemonte 2
  • 1     Grigolon Marzio
  • 2     Pellegrini Agnese
  • 3     Crippa Maurizio
  • 4     Tarzia Olimpia
  • 5     Ciangherotti Eraldo
  • 6     Malfatti Miriam
  • 7     Cianfrocca Raffaella
  • 8     Brunetta Loris
  • 9     Schoepflin Lorenzo
  • 10   Perini Marco
Lombardia 1
  • 1     Bonzi Paola
  • 2     Sorbi Paolo
  • 3     Ferrara Giuliano
  • 4     Leonardi Matilde
  • 5     Crippa Maurizio
  • 6     Gibertini Giorgio
  • 7     Gubinelli Maurizio
  • 8     Ravasi Armando
  • 9     Cianfrocca Raffaella
  • 10   Ciangherotti Eraldo
  • 11   Agnoli Francesco
  • 12   Rise’ Claudio
  • 13   Picco Paolo
  • 14   Pittino Elisabetta
  • 15   Savoldi Stefano
  • 16   Corona Fernando
  • 17   Occhini Ilaria
  • 18   Schoepflin Lorenzo
  • 19   Tanduo Luca
  • 20   Tanduo Paolo
Lombardia 2
  • 1     Rise’ Claudio
  • 2     Gubinelli Maurizio
  • 3     Bonzi Paola
  • 4     Gibertini Giorgio
  • 5     Pittino Elisabetta
  • 6     Savoldi Stefano
  • 7     Sorbi Paolo
  • 8     Picco Paolo
  • 9     Schoepflin Lorenzo
  • 10   Ciangherotti Eraldo
  • 11   Malfatti Miriam
  • 12   Occhini Ilaria
  • 13   Colonna Adriana
  • 14   Cianfrocca Raffaella
  • 15   Pellegrini Agnese
  • 16   Tanduo Luca
  • 17   Tanduo Paolo
  • 18   Ravasi Armando
  • 19   Agnoli Francesco
  • 20   Corona Fernando
Lombardia 3
  • 1    Sorbi Paolo
  • 2    Leonardi Matilde
  • 3    Gubinelli Maurizio
  • 4    Gibertini Giorgio
  • 5    Schoepflin Lorenzo
  • 6    Malfatti Miriam
  • 7    Pittino Elisabetta
  • 8    Picco Paolo
  • 9    Savoldi Stefano
  • 10  Tanduo Luca
  • 11  Tanduo Paolo
  • 12  Ferrara Giuliano
  • 13  Perini Marco
  • 14  Corona Fernando
  • 15  Ravasi Armando
Veneto 1
  • 1     Tezza Maria Luisa
  • 2     Galli Righi Massimo
  • 3     Perini Marco
  • 4     Cianfrocca Raffaella
  • 5     Schoepflin Lorenzo
  • 6     Pellegrini Agnese
  • 7     Leonardi Matilde
  • 8     Brunetta Loris
  • 9     Salizzoni Giovanni
  • 10   Bonzi Paola
  • 11   Gibertini Giorgio
  • 12   Agnoli Francesco
Veneto 2
  • 1          Agnoli Francesco
  • 2          Perini Marco
  • 3          Tarzia Olimpia
  • 4          Lombardi Roberto
  • 5          Ciangherotti Eraldo
  • 6          Occhini Ilaria
  • 7          Pellegrini Agnese
  • 8          Grigolon Marzio
  • 9          Schoepflin Lorenzo
  • 10       Colonna Adriana
Friuli Venezia Giulia
  • 1     Bonzi Paola
  • 2     Tarzia Olimpia
  • 3     Schoepflin Lorenzo
  • 4     Occhini Ilaria
  • 5     Agnoli Francesco
  • 6     Perini Marco
  • 7     Ravasi Armando
Liguria
  • 1       Ciangherotti Eraldo
  • 2        Brunetta Loris
  • 3        Colonna Adriana
  • 4        Malfatti Miriam
  • 5        Amicone Rita
  • 6       Occhini Ilaria
  • 7       Gibertini Giorgio
  • 8       Schoepflin Lorenzo
  • 9       Ravasi Armando
  • 10     Perini Marco
Emilia Romagna
  • 1        Salizzoni Giovanni
  • 2        Rise’ Claudio
  • 3        Bonzi Paola
  • 4        Leonardi Matilde
  • 5        Agnoli Francesco
  • 6        Pellegrini Agnese
  • 7        Lombardi Roberto
  • 8        Occhini Ilaria
  • 9        Perini Marco
  • 10      De Lorenzo Natale
  • 11      Ciangherotti Eraldo
  • 12      Schoepflin Lorenzo
  • 13      Gibertini Giorgio
  • 14      Cianfrocca Raffaella
  • 15      Talamucci Francesca
  • 16      Ravasi Armando
  • 17      Picco Paolo
Toscana
  • 1      Schoepflin Lorenzo
  • 2      Meotti Giulio
  • 3      Corona Fernando
  • 4      Occhini Ilaria
  • 5      Gibertini Giorgio
  • 6      Ciangherotti Eraldo
  • 7      Colonna Adriana
  • 8      Sorbi Paolo
  • 9      Malfatti Miriam
  • 10    Ferrara Giuliano
  • 11    Pellegrini Agnese
  • 12    Salizzoni Giovanni
  • 13    Calusi Cinzia
  • 14    Crippa Maurizio
  • 15    Canfrocca Raffaella
  • 16    Buongiovanni Arturo
  • 17    Talamucci Francesca
  • 18    Perini Marco
  • 19    Ravasi Armando
Umbria
  • 1    Bonzi Paola
  • 2    Ciangherotti Eraldo
  • 3    Gibertini Giorgio
  • 4    Cianfrocca Raffaella
  • 5    Colonna Adriana
  • 6    Perini Marco
  • 7    Ravasi Armando
  • 8    Leonardi Matilde
Marche
  • 1      Lombardi Roberto
  • 2      Gibertini Giorgio
  • 3      Brue Samuele
  • 4      Leonardi Matilde
  • 5      Occhini Ilaria
  • 6      Sorbi Paolo
  • 7      Cianfrocca Raffaella
  • 8      Savoldi Stefano
  • 9      Ferrara Giuliano
  • 10    Perini Marco
Lazio 1
  • 1       Ferrara Giuliano
  • 2       Tarzia Olimpia
  • 3       Gibertini Giorgio
  • 4       Cianfrocca Raffaella
  • 5       Colonna Adriana
  • 6       Talamucci Francesca
  • 7       Buongiovanni Arturo
  • 8       Bonzi Paola
  • 9       Pellegrini Agnese
  • 10     Tezza Maria Luisa
  • 11     Perini Marco
  • 12     Malfatti Miriam
  • 13     Rise’ Claudio
  • 14     Occhini Ilaria
  • 15     Schoepflin Lorenzo
Lazio 2
  • 1     Gibertini Giorgio
  • 2     Buongiovanni Arturo
  • 3     Cianfrocca Raffaella
  • 4     Colonna Adriana
  • 5     Ferrara Giuliano
  • 6     Talamucci Francesca
  • 7     Leonardi Matilde
  • 8     Bonzi Paola
  • 9     Perini Marco
  • 10   Ravasi Armando
Abruzzo
  • 1    Pellegrini Agnese
  • 2   Corona Fernando
  • 3   Cianfrocca Raffaella
  • 4   Agnoli Francesco
  • 5   Tezza Maria Luisa
  • 6   Gibertini Giorgio
  • 7   Galli Righi Massimo
  • 8   Occhini Ilaria
  • 9   Perini Marco
Molise
  • 1   Pellegrini Agnese
  • 2   Occhini Ilaria
  • 3   Cianfrocca Raffaella
Campania 1
  • 1      Ferrara Giuliano
  • 2      Tarzia Olimpia
  • 3      Bonzi Paola
  • 4      Leonardi Matilde
  • 5      Malfatti Miriam
  • 6      Gibertini Giorgio
  • 7      Salizzoni Giovanni
  • 8      Cianfrocca Raffaella
  • 9      Lombardi Roberto
  • 10   Sorbi Paolo
  • 11   Galli Righi Massimo
  • 12   Perini Marco
  • 13   Rise’ Claudio
  • 14   Ravasi Armando
Campania 2
  • 1      Bonzi Paola
  • 2      Leonardi Matilde
  • 3      Crippa Maurizio
  • 4      Perini Marco
  • 5      Salizzoni Giovanni
  • 6      Agnoli Francesco
  • 7      Brunetta Loris
  • 8      Malfatti Miriam
  • 9      Tezza Maria Luisa
  • 10   Ciangherotti Eraldo
  • 11   Cianfrocca Raffaella
  • 12   Pellegrini Agnese
Puglia
  • 1      Tarzia Olimpia
  • 2      Schoepflin Lorenzo
  • 3      Ciangherotti Eraldo
  • 4      Gibertini Giorgio
  • 5      Bonzi Paola
  • 6      Persano Fabio
  • 7      Colonna Adriana
  • 8      Tezza Maria Luisa
  • 9      Lombardi Roberto
  • 10    Occhini Ilaria
  • 11    Talamucci Francesca
  • 12    Crippa Maurizio
  • 13    Amicone Rita
  • 14    Perini Marco
  • 15    Agnoli Francesco
  • 16   Cianfrocca Raffaella
  • 17   Ravasi Armando
  • 18   Picco Paolo
Basilicata
  • 1   Colonna Adriana
  • 2   Ciangherotti Eraldo
  • 3   Cianfrocca Raffaella
  • 4    Perini Marco
  • 5   Talamucci Francesca
  • 6   Ravasi Armando
Calabria
  • 1      Ferrara Giuliano
  • 2      Amicone Rita
  • 3      Spinocchio Alessio
  • 4      Gibertini Giorgio
  • 5      Tarzia Olimpia
  • 6      Bonzi Paola
  • 7      Leonardi Matilde
  • 8      Sorbi Paolo
  • 9      Colonna Adriana
  • 10    Perini Marco
  • 11   Talamucci Francesca
  • 12   Ravasi Armando
  • 13   Picco Paolo
Sicilia 1
  • 1      Sottile Giuseppe
  • 2      Gibertini Giorgio
  • 3      Bonzi Paola
  • 4      Schoepflin Lorenzo
  • 5      Rao Rosa
  • 6      Tumbiolo Marco
  • 7      Perini Marco
  • 8     Ciangherotti Eraldo
  • 9      Pellegrini Agnese
  • 10   Occhini Ilaria
  • 11   Malfatti Miriam
  • 12   Brunetta Loris
  • 13   Talamucci Francesca
  • 14   Ravasi Armando
  • 15   De Lorenzo Natale
  • 16   Picco Paolo
Sicilia 2
  • 1        Vitale Vincenzo
  • 2        Tarzia Olimpia
  • 3        Gibertini Giorgio
  • 4        Ciangherotti Eraldo
  • 5        Rao Rosa
  • 6        Occhini Ilaria
  • 7        Pellegrini Agnese
  • 8       Bonzi Paola
  • 9       Talamucci Francesca
  • 10     Ravasi Armando
  • 11     Perini Marco
  • 12     Agnoli Francesco
  • 13     Galli Righi Massimo
  • 14     De Lorenzo Natale
Sardegna
  • 1    Brunetta Loris
  • 2    Zuncheddu Diana
  • 3    Pellegrini Agnese
  • 4    Occhini Ilaria
  • 5    Bonzi Paola
  • 6    Sorbi Paolo
  • 7    Colonna Adriana
  • 8    Gibertini Giorgio
  • 9    Galli Righi Massimo
  • 10  Perini Marco
  • 11  Ravasi Armando
postato da: lorisbrunetta alle ore 18:23 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 19 marzo 2008

Adesso è ufficiale, un’altra delle vergogne di cui può andare “fiero” il nostro degradato paese, dopo la ridicola, ma drammatica, gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, si è perpetrata in una regione del civilissimo nord-est dove un gruppo di facinorose, ideologicizzate ed anche, mi si consenta, un po’ ignoranti femministe hanno contestato con il lancio di oggetti l’intervento di Giuliano Ferrara per la presentazione dei candidati della nostra Lista.

Capisco che la presenza di una Lista come quella che sosteniamo sia stata volutamente strumentalizzata dalla piccola e provincialissima stampa nazionale, un paese allo sbando non può che avere una stampa allo sbando, e chiaramente non possiamo pretendere molto di più soprattutto quando l’atteggiamento che si decide di assumere è quello di mettere chiunque davanti alle proprie responsabilità nella gestione della politica del laissez faire che ha permesso di considerare l’aborto come una pratica tutto sommato accettabile.

L’accesa polemica nata in seguito al tragico suicidio di un ginecologo genovese che ha visto il tentativo, peraltro nemmeno troppo velato, di riversare la responsabilità di un gesto disperato e clamoroso come quello nei  confronti della politica messa in atto da Ferrara, nonostante l’evidenza dei fatti dimostri che l’inchiesta ha avuto inizio quando la Lista ancora non era nemmeno un’idea, altro non è se non un atteggiamento di comodo per scaricare la coscienza collettiva identificando il vero “responsabile” di quel gesto ed indicandolo al pubblico ludibrio.

Si sa che è molto meglio avere un comodo capro espiatorio così anche questa volta la scontatissima e inelegante campagna stampa si è affrettata a rimarcare che “E’ lui che dobbiamo ringraziare per quanto è successo, lui che criminalizza le donne, lui che vuol togliere loro quelle libertà conquistate…”.  Ciascuno è libero di esprimere il proprio dissenso, ci mancherebbe altro, ciascuno dovrebbe anche poter essere libero di esprimere le proprie idee però, si tratta di stabilire quali siano i modi più civili per farlo e mi sembra di poter dire che la scelta delle focose femministe venete sia da stigmatizzare, cosa che la stampa si guarderà bene dal fare.

Sarebbe come tirare delle lattine di vernice addosso ad Emma Bonino perché è stata la sostenitrice di una moratoria all’ONU sulla pena di morte, qualora non si condividessero le sue opinioni.

Io continuo a sostenere quanto va evidenziando anche Giuliano Ferrara, e non lo faccio per partito preso o per chissà quale altra ragione ma semplicemente riferendomi direttamente alla mia esperienza ed a quanto ho potuto osservare nel corso degli anni nella mia veste di malato di thalassemia.

Checchè se ne dica l’aborto è stato, e lo è tuttora, usato come sistema di controllo delle nascite, facendo perno sull’impreparazione delle persone e leva sull’autorevolezza dei pareri espressi da chi ha potuto ragionevolmente veder accrescere il proprio potere e la propria carriera proprio in virtù di questo.

Poco importa se, come nel caso specifico, la thalassemia si può curare e con ottimi risultati, poco importa se costruendo una rete di interventi certe tragedie si potrebbero evitare, assai più importante è accertarsi di poter mantenere attivi e con grandi numeri i laboratori di genetica, diagnostica prenatale, villocentesi, amniocentesi e chi più ne ha più ne metta, e giustificare così i lauti stipendi e la brillante carriera.

E tutto questo non cambierà se non interverrà una sterzata netta e decisa per riprendere la deriva verso cui sta andando incontro il nostro paese, cosa di cui essere preoccupati, per questo sosteniamo la Lista per la Moratoria, per questo ci battiamo, perché stiamo sempre col più debole per questo batteremo nel prossimo mese il territorio nazionale cercando di spiegare cosa ci proponiamo di fare.

Il lato triste di questa sciagurata politica di morte, e lo dice un figlio di operai col nonno fervente socialista malmenato più volte dalle squadracce fasciste, è che la difesa del più debole, come il malato o l’embrione e il concetto di solidarietà sono sempre stati storicamente appannaggio della sinistra.

Ma della sinistra quella vera sostenitrice dei valori che hanno fatto questa nazione non certo la pallida imitazione di quella che oggi “se la tira” da sinistra ma che sembra aver perso il senso della propria storia e della propria identità ideologicamente derivata dalla sciagurata stagione sessantottina che dovrebbe essere perlomeno ripensata, ma con quel minimo di spirito critico che oggi pare andato irrimediabilmente perduto.

postato da: lorisbrunetta alle ore 23:15 | Permalink | commenti
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mercoledì, 02 aprile 2008

Ieri è stata una giornata intensa per la Lista in Sardegna, in attesa di poter vedere dal vivo Giuliano Ferrara presentare programma e candidati, fin dalla mattinata la hall dell'THotel si è affollata di giornalisti.

Le molte testate presenti per la conferenza stampa prevista per le 11,30 sono rimaste deluse dal contrattempo che ha trattenuto Giuliano a Roma ma hanno comunque svolto il proprio lavoro nonostante ciò e all'ora X ho cercato di illustrare al meglio il programma della nostra campagna contro la disumanizzazione della vita.

Il riscontro è stato buono, un ottimo servizio è stato fatto dalla TV locale più vista nell'isola, Videolina, ma anche il TG3 regionale e i rappresentanti della carta stampata hanno svolto un buon lavoro confezionando l'informazione in maniera accettabile.

Per le ore 15 era previsto un incontro-confronto tra Giuliano, il sottoscritto ed il dott. Giovanni Monni, ginecologo del Microcitemico di Cagliari, al Piccolo Auditorium cortesemente messo a disposizione dal Comune.

Purtroppo il protrarsi dell'assenza di Giuliano e la prospettiva per Monni di doversi confrontare con un thalassemico ha fatto si che lo stesso abbandonasse il luogo della riunione accampando scusanti veramente ridicole, comunque così è....che si può fare.

Finalmente alle ore 17 Giuliano è sceso nella hall dell'hotel e si è dato in pasto alla stampa e con la massima disponibilità si è sottoposto ad una serie di interviste che hanno lasciato tutti soddisfatti.

Nel frattempo la sala dell'incontro si andava riempiendo ed alle 18 era già affollata oltre la capienza. Un applauso fragoroso ha accolto l'entrata in sala di Giuliano e del sottoscritto e, dopo una breve introduzione di Giuliano che ha spiegato al pubblico chi fossi, abbiamo dato il via alla conferenza ricordando innanzitutto la nascita di Bianca, la figlia di Diana Zuncheddu seconda in lista.

Prima le donne e i bambini....

Ho quindi preso la parola per svolgere una relazione introduttiva, che riporto letteralmente in un altro post, proprio mentre entravano in sala un gruppetto di “femministe” arrivate li per contestare, ma in maniera così disorganizzata e sciocca che dopo qualche intemperanza che gli ha istigato contro anche il folto pubblico giunto li per ascoltare gli interventi, se ne sono tronate a casa con la coda fra le gambe.

Al termine del mio intervento ha preso la parola Giuliano e quando parla lui è un piacere starlo ad ascoltare col suo argomentare straordinariamente chiaro e pacato, signore nei confronti della contestazione delle facinorose.

Ha letteralmente ammaliato il pubblico, snocciolando ragioni e percorsi che hanno portato alla proposta della Moratoria, lanciata in dicembre, e poi da quel passo alla formazione della lista per la Camera dei Deputati, per cercare di portare in Parlamento un gruppetto di motivati e combattivi difensori della vita.

Alla conclusione dell'intervento molte persone si sono prenotate per partecipare al dibattito che ha contribuito notevolmente ad arricchire i già straordinari contenuti della serata grazie ad alcune testimonianze molto toccanti.

Molti hanno dichiarato pubblicamente la voglia di votare per la Lista, stufi della solita politica vuota di contenuti, chissà che il 13 e 14 di aprile non spunti fuori dalle urne qualche grossa sorpresa per qualcuno.....

 

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mercoledì, 02 aprile 2008
 Io non sono un personaggio politico, non sono cresciuto alla scuola dei partiti, non possiedo alcuna tessera, non sono preparato a fare dei comizi in cui si manifestano spesso propositi che vengono poi puntualmente disattesi, preferisco di gran lunga agire mettermi a servizio degli altri per cercare, dove possibile di aiutare a migliorare la vita.


E' comportandomi secondo questo dettame che posso dire oggi di aver contribuito, assieme a molti altri che hanno condiviso ed anche ispirato le mie idee e il mio modo di fare, a migliorare la mia vita e quella di qualcun altro, sono un accanito sostenitore della vita.


Io che provengo da una realtà nella quale la sofferenza è una scomoda ma benvenuta compagna, io che come malato di thalassemia e qui, in questa regione, sapete bene di cosa stia parlando, non avrei dovuto essere qui almeno secondo quanto sostiene il pensiero dominante che accetta e propone l'aborto come una pratica banale di consueta quotidianità.


Un malato mette il medico davanti alla coscienza dei propri limiti e, mentre è ancora imperante il delirio di onnipotenza di chi si sente in grado di sconfiggere ogni male, il pensiero di non possedere quelle capacità taumaturgiche suona come una sconfitta, per questo l'indicazione della via breve che porta all'aborto è stata fortemente caldeggiata.


E' un problema, di natura prettamente culturale, che i malati vengano marginalizzati dalla vita sociale, a parte qualche caso rarissimo, e l'abbiamo visto nei giorni scorsi con lo sciopero della fame promosso da una quarantina di disabili per chiedere di non essere lasciati soli dallo stato e per dimostrare che c'è vita, e quale vitalità, anche nella sofferenza.


Certo c'è chi non la pensa così, nessun problema, si tratta di libera scelta e io penso che la libertà di scelta vada difesa ad oltranza ma è altrettanto vero che bisogna riconoscere che la libertà illimitata, cioè privata di ogni freno e di ogni senso morale diventa licenza.


Oriana Fallaci diceva che per proteggere la libertà e per mantenerla bisogna porre dei limiti con il raziocinio ed il buon senso.


Con il nostro senso dell’Etica, se lo usassimo, potremo riconoscere la differenza che passa tra il lecito e illecito, tra libertà e licenza.

Tutto questo è mancato nella applicazione della legge 194.


Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e’ mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”.


Questo è l’articolo 1 della legge 194.


E’ una legge che dichiara apertamente di riconoscere il valore sociale della maternità e tutela la vita umana fin dal suo inizio ovvero dal suo concepimento, ma se contravvengo a quest'articolo della legge, una legge sulla vita, prendo una multa di 51 euro, se lascio l'auto in divieto di sosta ne prendo una da 46.


Ecco come sappiamo tutelare la vita oggi.


Ringrazio innanzitutto Giuliano Ferrara per quanto sta facendo e per quanto sta mettendo in gioco personalmente in questo progetto di presentazione di una lista elettorale, nonostante il resto del panorama politico e mediatico stia facendo finta che nulla di tutto questo stia succedendo.


Perchè preferiamo non affrontare temi eticamente sensibili in campagna elettorale non sia mai che qualcuno ci rimetta qualche consenso e magari gli tocchi anche rinunciare a qualche privilegio, non sia mai che la stampa informi correttamente sul tema, è argomento sul quale è facilissimo scivolare.


Ed è un fattore meramente culturale, per questo è necessario, anzi indispensabile investire in cultura, e farlo è una grande responsabilità della politica, a mio modo di vedere, ed anche una sfida che la politica dovrebbe lanciare a se stessa per immaginarsi portatrice di quei valori che mutuati in campo culturale siano capaci di cambiare radicalmente la percezione che le persone, soprattutto le giovani generazioni, hanno di se stesse e del loro senso dello stare al mondo, e quindi anche la società.

Ma fintanto che tutto ciò non avviene abbiamo davanti un deserto valoriale in cui si accettano passivamente come ineluttabili alcune decisioni che invece necessiterebbero di un’accurata e profonda analisi, così si giustificano atti di gravissima ricaduta sulla società come l’aborto o la sospensione dell’alimentazione ad un malato in stato vegetativo.


Ed anche la manipolazione degli embrioni che, non dimentichiamolo, sono esseri umani si vorrebbe far passare come una pratica tutto sommato accettabile perché ispirata a criteri di umanità maggiore, spacciata come cura per malattie terribili.


Come se l’uomo che distrugge se stesso con un’implicita dichiarazione di inessenzialità avesse una giustificazione realmente plausibile.


Durante il referendum di tre anni fa mi sono reso conto che a molti da fastidio sentire pronunciare la parola eugenetica, ma non esiste altra definizione per descrivere quanto è stato messo in pratica.


Checchè se ne dica la legge 194 è stata torturata e seviziata, tradita nel suo spirito profondo, ed utilizzata come vero e proprio sistema di controllo delle nascite, io thalassemico ne sono stato testimone, ero li, ho visto, ho sentito, mi hanno raccontato chi ha subito tutto questo, per questo non ravvisiamo la necessità di modificare questa legge ma di vederla applicata.


Tutto questo sotto gli occhi compiacenti di una corrente politica che si definiva cristiana ma anteponeva la ragion di stato alle proprie convinzioni, dimenticandosi inopinatamente del buon senso.


E’ necessario che le istituzioni capiscano l’importanza di investire nell'incentivazione alla maternità, non solo col bonus bebè ma anche costruendo una rete per le mamme in difficoltà, per rendere possibile la libera scelta.


Oggi la scelta non è libera perchè manca l'alternativa, chi vive condizioni difficili non trova sostegno e viene pilotato all'aborto, tanto ci vogliono 5 minuti, magari lo puoi fare a casa prendendo una pillola, non ti vede nessuno.


Io non dovrei essere qui se questa pazzesca strategia di eliminazione del malato fosse stata praticata anche quarantacinque anni fa, ma invece ci sono, quasi un sopravvissuto, e come me, della mia età siamo tanti, ciascuno col suo carico di esperienza, di gioie e dolori, ha vissuto la sua vita, non è stato facile; vivere non lo è; c'è chi deve affrontare problemi di ogni natura, il mio è la thalassemia, ma non voglio che la società dia al mio vivere un'accezione negativa che non sento. Per questo voglio parlare a nome di quei malati che attendono fiduciosi misure che diano loro una concreta speranza di essere guardati come uomini, portatori di sentimenti ed aspettative, e non più come un costo per lo stato; è indispensabile capire quanto sia necessario investire in ricerca.


Capiscano che è indispensabile investire in reti di sostegno alle persone disabili perchè la grandezza e il grado di civismo di una società si valuta in base a come questa tratta i propri figli, a quali opportunità offre perché le vite di ciascun cittadino, indipendentemente da cosa ciascuno sia in grado di dare, possano essere utili a tutta la collettività.


Basti pensare a come sono diverse le culture politiche che attraversano la nostra epoca; nel nord Europa esiste una sviluppata politica dell’accoglienza ed una organizzazione di sostegno per le famiglie che hanno figli colpiti da malattie genetiche, col risultato che quasi mai ci si rifugia nell’interruzione di gravidanza, pur essendo consentita per legge.


Nel caso della thalassemia nel nostro paese è stata messa in atto una politica diametralmente opposta che ha portato quasi a nascite zero, e questo viene presentato come una vittoria.


La soppressione deliberata di esseri umani viene propagandato come una vittoria, in nome dello scientismo che vuole produrre solo uomini perfetti, in nome di una presunta umanità e un falso pietismo verso l'altro, ci si dovrebbe vergognare e tenere nascosti questi dati anziché divulgarli, abbiamo proprio perso il buon senso.


Solo chi ha interessi e mira a mantenere le proprie posizioni di potere può irresponsabilmente sostenere il contrario, ma è una posizione debole che sta diventando sempre più indifendibile.


Oggi dobbiamo contrastare aspramente l'equazione disabilità uguale vita indegna di essere vissuta e non dobbiamo avere paura di usare i termini appropriati per descrivere questo stato dell’essere uomo, che non è una vergogna, come sembra sia altrimenti perché sarebbe stato coniato il termine “diversamente abile”?


Tutto questo è nel nostro programma, questo è il campo nel quale ognuno dei candidati di questa lista ha operato durante la sua vita, questo è il motivo per il quale Giuliano Ferrara ci ha invitato a condividere con lui questa battaglia di cultura per la vita.


Per questo oggi siamo qui perchè vogliamo provare a portare un po' della nostra esperienza in Parlamento, vogliamo recuperare alla politica quei valori propri della nostra cultura occidentale e cristiana, la stessa che miseramente l'Europa rifiuta di riconoscere, che possedeva in passato e che oggi appaiono annacquati da una pletora di insignificanti spargitori di buoni propositi e di fatti che con questi fanno a pugni.


Per questo chiediamo il 13 e 14 aprile un voto di coscienza alla Camera dei Deputati.

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mercoledì, 02 aprile 2008

Solidarietà a Giuliano ed agli amici candidati in Emilia-Romagna per la vergognosa contestazione messa in atto oggi pomeriggio a Bologna.

L'ideologia la fa da padrona e addormenta i cervelli, per la verità già sufficientemente limitati, di frequentatori di quei ghetti che chiamano centri (a)sociali in cui il bombardamento musicale ad alto potenziale di decibel disperde quel po' di materia grigia sopravvissuta alle canne e alle pasticche.

La nostra Lista, se qualcuno di questi "cervelloni" non se ne fosse accorto, è un tentativo di difendere la VITA che, vale la pena di spiegarlo a costoro, è quella cosa che anche le loro mamme gli hanno riservato, difendere le persone deboli, i malati, e le donne.

Tutti concetti di solidarietà e buon senso che dovrebbero essere patrimonio dell'umanità nè di destra, nè di sinistra, oppure sia di destra che di sinistra.

Ma mentre la destra prova a farlo, inspiegabilmente non lo fa la sinistra, storicamente sempre dalla parte dei più deboli, tranne in questi ultimi anni grazie ad un nugolo di leaders, si fa per dire, soggiogati dall'ideologia ereditata dai loro predecessori sessantottini.

Ma credo sia inutile dilungarci in spiegazioni con chi difficilmente potrà capire.

Bastino a stigmatizzare la vergognosa messa in scena di oggi le parole del Sindaco di Bologna Cofferati, che ricorda a tutti come chiunque debba poter esprimere le proprie opinioni anche se qualcuno non le condivide.

A Giuliano voglio dire, tieni duro, che il 13 e 14 aprile questa gente dovrà scendere in piazza per impedirci di entrare in Parlamento.....

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sabato, 05 aprile 2008
 

Prosegue con molto fermento ed eccitazione il mio tour per l'Isola, dopo la presentazione ufficiale a Cagliari lunedì scorso con Giuliano Ferrara in una seguitissima conferenza, due dibattiti televisivi a Novatv di Oristano e su Videolina, la tv più seguita in Sardegna, in cui sono stati esposti i punti del nostro programma, e ieri sera un seguitissimo incontro ad Iglesias.

A questo hanno preso parte molti appartenenti ad alcune organizzazioni cattoliche, come CL organizzatrice dell'incontro, ma anche i Neocatecumenali che a Cagliari sono tanti e particolarmente attivi.

E' stata una serata bellissima durante la quale il Prof. Pisu, docente di bioetica all'università di Cagliari, ha introdotto il tema della difesa della vita dal concepimento alla fine naturale, a cui ha fatto seguito la mia esposizione del programma con un invito alla riflessione su questi temi.

La gente che affollava la Chiesa di N.S. di Valverde, ha seguito con interesse l'esposizione ed alla fine si è accalcata per chiedere informazioni di ogni genere, da quelle più strettamente mediche a vere e proprie indicazioni per il voto.

La contestazione che generalmente accompagna questa campagna elettorale del nostro "capo" da queste parti non trova riscontri, per fortuna, per cui quando esiste la possibilità di argomentare le nostre tesi troviamo quasi sempre orecchie attente e molta solidarietà.

Ringraziamo, per quanto è stato fatto, anche i Frati Cappuccini che gestiscono la parrocchia ed in particolare Padre Vincenzo che, al termine della serata, ha catechizzato il suo popolo invitandolo a pensare da buon cristiano considerando quei valori che sono propri della nostra cultura, il tutto con una veemenza oratoria ed una possanza di voce da far invidia ad un tenore lirico.

La prossima puntata verrà raccontata da Olbia, poi Nuragus, ancora Cagliari, poi Oristano, e chissà dove ancora....

Siamo on the road anche se l'avventura elettorale sta per finire, ma da queste parti nessuno vuole che finisca e chiede impegno anche per il futuro e battaglie ancora da combattere, sono determinati e schierati con noi.....anche i ciellini.


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martedì, 08 aprile 2008

Siamo agli sgoccioli di questa campagna elettorale e ci si appresta a vivere intensamente queste ultime due giornate che promettono ancora molto.

Ieri sera la tappa di Olbia è stata molto interessante per la platea selezionata che è intervenuta, non moltissime persone, una trentina, ma questo ha permesso alla discussione di articolarsi con molta serenità ed altrettanta attenzione dell'audience.

La diffusione della notizia dell'incontro per televisione, il TG3 regionale, ha fatto si che siano intervenuti anche le forze dell'ordine, Carabinieri e Polizia, per il timore che ci fosse qualche contestazione o intemperanza.

Invece tutto si è svolto secondo il copione consolidato di un dibattito civile durante il quale ho potuto esporre i motivi che hanno condotto Giuliano Ferrara a promuovere questa Lista pazza per le elezioni alla Camera ed anche i contenuti del programma, ma anche toccando i temi della difesa della dignità della persona malata riferendomi alla mia esperienza personale ed anche all'esperienza di altre persone che pur nella sofferenza sanno vivere con vitalità la propria condizione.

Al termine dell'esposizione ha fatto seguito un dibattito a cui sono intervenuti sia l'ex responsabile del Centro Trasfusionale di Olbia, sia altri medici e bioeticisti legati alla tradizione cattolica ma anche di rispetto della vita umana che hanno voluto arricchire la posizione che anche la Lista ha preso.

Insomma non molta gente ma di qualità e persone capaci di farsi portatori di quei valori che anche noi sosteniamo nei loro ambienti e diffondere quel percorso di idee che è il primo obiettivo della nostra Lista, e va ben oltre la campagna elettorale ed il consenso che otterremo.

E' opinione di tutti che questo sia solo un primo passo in difesa della vita e della dignità della persona che si spera possa continuare ad essere argomento di attenzione pubblica al di là del 14 aprile.

Dopo l'incontro, con alcuni amici intervenuti, ci siamo ritrovati a tavola per continuare piacevolmente la conversazione.

Oggi saremo a Nuragus e poi in serata ad Oristano, domani mattina a Cagliari per un dibattito in un circolo della Libertà dove concluderemo ufficialmente la campagna in Sardegna, quindi....a domani

postato da: lorisbrunetta alle ore 09:37 | Permalink | commenti
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